Il simbolo dell’alluvione del 1966

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Il grandioso crocifisso dipinto da Cimabue nel 1280 circa appartiene alla tipologia del Christus Patiens, iconografia sviluppatasi nel ‘200 dopo quella del Christus Triumphans che, invece, caratterizza le grandi croci dipinte del secolo precedente.

Questa splendida opera d’ arte è stata notevolmente danneggiata dalla catastrofica alluvione che colpì la città di Firenze il 4 novembre 1966. La furia dell’ evento atmosferico devastò il 60% della superficie dipinta, abbattendosi soprattutto sul corpo di Gesù, risparmiando invece, la croce in gran parte. 

Un restauro molto accurato è stato effettuato e, nel dicembre 2013, il crocifisso, è stato collocato nella sacrestia della basilica di S. Croce.
Purtroppo l’ acqua ha irrimediabilmente distrutto la superficie dipinta e, nonostante il restauro particolarmente ben eseguito, l’ opera si presenta compromessa.
Il corpo del Signore è visibile solo in alcuni punti, ma si intuisce comunque la sofferenza; secondo i canoni dell’ iconografia del Christus Patiens, Gesù appare con la testa reclinata ed il fisico piegato e prostrato dal dolore e dalla morte.

Il crocifisso di Cimabue è divenuto il simbolo delle ferite e delle sofferenze provocate dall’ alluvione del 1966. E’ un segno tangibile dell’ amore del Signore, che ha voluto prendere su di sé – alla lettera, in questo frangente – e portare sulla Croce tutto il patimento di una città e dei suoi abitanti e tutte le sofferenze del mondo.

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